Tappa 01Come funziona, passo per passo
Nessuna sorpresa e nessun momento in cui devi decidere al buio. Il punto in cui metti mano al portafoglio arriva dopo che hai visto e usato il risultato, non prima.
Tappa 02Cos'è la demo, e cosa non è
La parola «demo» è stata consumata da anni di presentazioni. Qui significa una cosa sola: il progetto vero, online. Non una sua rappresentazione.
Tappa 03Perché lavoro in questo modo
Per una ragione pratica: tu non puoi valutare il codice, e nessuno può chiederti di farlo. Puoi però valutare benissimo se una cosa fa quello che ti serve, se è veloce, se si capisce, se i tuoi colleghi la usano senza chiamarti. Quella valutazione è l'unica che conta davvero, e richiede di avere la cosa davanti.
C'è anche una ragione meno nobile ma onesta: mi obbliga a lavorare bene. Se il risultato non regge alla tua prova, il problema resta mio.
Un preventivo descrive quello che dovrebbe succedere. Una URL che funziona non deve descrivere niente.
Tappa 04Le domande che mi fanno sempre
La demo la vede qualcun altro?
No. L'indirizzo è riservato e non indicizzato dai motori di ricerca. Lo condividi tu con chi vuoi, e se serve si mette dietro una password.
Ci metto i miei dati veri?
In fase di prova si lavora con dati finti o con un campione ridotto. I dati veri entrano alla consegna, sui tuoi account, con i permessi decisi insieme.
E se non mi convince?
Se dalle prove emergono cose da sistemare, si sistemano: fa parte del lavoro. Se invece il risultato non è quello che serviva, non paghi. È il rischio che mi prendo io, ed è la ragione per cui prima di iniziare insisto tanto sull'analisi.
Quanto ci vuole per vedere qualcosa?
Dipende da cosa costruiamo, ma il principio è che la prima versione utilizzabile arrivi presto e cresca sotto i tuoi occhi, non che compaia tutta insieme alla fine.