Tappa 01Tre errori che si ripetono sempre uguali
Dopo un po' che si lavora con questi strumenti, gli errori diventano riconoscibili. Non sono bizzarrie casuali: sono conseguenze dirette di come funziona un modello, cioè per somiglianza con quello che ha già visto.
Tappa 02Il punto non è che sbagli. È che non lo sa.
Una persona alle prime armi, quando è insicura, lo dice o almeno esita. Un modello no: produce la soluzione dubbia con lo stesso tono con cui produce quella giusta. Non esiste un segnale che distingua «questo lo so» da «questo è quello che di solito si scrive qui».
Per questo il codice generato passa la prova più superficiale, che è anche l'unica che chi non è tecnico può fare: si apre, si clicca, funziona. Il problema è tutto in quello che quella prova non tocca.
Il codice sbagliato che non compila lo scopri in un minuto. Quello sbagliato che compila lo scopri fra sei mesi.
Tappa 03Cosa vuol dire verificare davvero
Verificare non è rileggere il codice annuendo. È un lavoro con dei punti fissi, e li faccio su ogni progetto.
- Review riga per riga. Ogni pezzo generato viene letto e confrontato con il design tecnico: se non c'è scritto lì, non entra.
- Chi vede cosa. Permessi verificati provando ad accedere da un utente che non dovrebbe poterlo fare.
- Numeri veri. Le query provate su volumi realistici, non sui tre record della demo.
- Casi limite. Campo vuoto, doppio invio, accento nel nome, file da 40 MB, connessione che cade a metà.
- Segreti fuori dal codice. Sempre, senza eccezioni, controllato prima di ogni pubblicazione.
È la parte meno spettacolare del lavoro e quella che fa la differenza fra una demo e qualcosa che puoi dare in mano ai tuoi clienti.