Tappa 01Quattro passaggi, sempre gli stessi
Non è una metodologia con un nome e un logo. È l'ordine minimo che serve per non costruire la cosa sbagliata: capire, studiare, scegliere, disegnare. Poi si scrive il codice, e a quel punto scriverlo è la parte facile.
Tappa 02Capire il problema significa fare domande scomode
La richiesta iniziale quasi mai coincide con il problema. «Mi serve un gestionale» di solito vuol dire che tre persone si rimbalzano un file Excel e nessuno sa quale sia la versione buona. Il gestionale è una possibile risposta, non è la domanda.
Quindi chiedo cosa succede oggi, dove si perde tempo, cosa succederebbe se non facessimo nulla, e chi userà davvero la cosa. Sono domande che a volte fanno emergere che non serve costruire niente, e in quel caso te lo dico: è il risparmio più grande che posso farti fare.
Tappa 03Come scelgo gli strumenti
Nessuna preferenza a priori. Quattro criteri, applicati ogni volta, che valgono tanto per un framework quanto per un servizio AI.
Tappa 04Cosa consegno prima di iniziare
Un documento breve, leggibile anche da chi non scrive codice. Non serve a me: serve perché tu possa dire «qui hai capito male» quando correggere costa un'ora invece di due settimane.
L'architettura non è un disegno. È l'elenco delle decisioni che non vuoi rifare.
Tappa 05E solo a questo punto si scrive
Con il design tecnico in mano, l'AI diventa quello che dovrebbe essere: un esecutore molto veloce, dentro binari decisi da qualcuno. Ogni pezzo che produce ha un riferimento contro cui essere verificato, e la verifica resta il mio lavoro, riga per riga.
Cosa succede quando quei binari non ci sono l'ho annotato in un'altra tratta: dove l'AI lasciata sola sbaglia in modo costoso.